Contro il dolore acuto la nuova formulazione di diclofenac sottocute permette oggi di ottenere migliori risultati con minori effetti collaterali grazie alla possibilità di modularne il dosaggio. Ce ne parla il Prof. Paolo Cherubino, Direttore della Clinica Ortopedia dell’Università di Varese e Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia.

Diciamo che la nostra specialità, cioè l’ortopedia e la traumatologia, sono specialità che osserva la maggior parte dei pazienti con dolore acuto. Dolore acuto che può essere un dolore traumatico oppure legato ad una patologia ortopedica vera e propria, basta pensare alla lombaggine, alla lombosciatalgia e al colpo della strega – dolore acuto di origine ortopedica – e la frattura – dolore acuto di origine traumatica. In una situazione come questa il paziente vuole soprattutto star bene e che passi il prima possibile il dolore. ecco, direi che quello che qualsiasi medico deve fare nei confronti del paziente è ottenere il miglior risultato con la minor tossicità possibile. Molti pazienti, che assumono dei farmaci antiinfiammatori non steroidei si lamentano continuamente perché hanno il mal di stomaco, o altri disturbi digestivi; e questo è estremamente frequente. La nuova formulazione è un grosso passo avanti perché, essendo una formulazione intradermica, può essere effettuata dal paziente stesso, cioè non abbiam bisogno di chiamare chi deve iniettare via endovena piuttosto che non intramuscolo il farmaco: il paziente se lo può iniettare da solo. Questo è il primo punto. E il secondo punto è che il dosaggio modulato permette di avere il miglior risultato con il minimo dosaggio possibile, cioè, non è detto che io abbia bisogno sempre del dosaggio massimo per attutire il dolore acuto: può darsi benissimo che con un dosaggio minimo io abbia il risultato voluto, senza aver mal di stomaco.