In questa intervista, la Dott.ssa Luisa Saviano, del reparto Medicina d’Urgenza, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, approfondisce la questione del trattamento del dolore in pazienti che presentano comorbilità multiple.
In particolare, la Dott.ssa Saviano spiega che la terapia con cardioaspirina, utilizzata nei soggetti a rischio cardiovascolare, non interferisce con la somministrazione di diclofenac, un FANS – Farmaco Antiinfiammatorio Non Steroideo, che può quindi esser tranquillamente impiegato in questi pazienti per trattare eventuali sintomatologie dolorose acute.


Molti pazienti, spesso anziani, si rivolgono al pronto soccorso per sintomatologie dolorose acute, come ad esempio coliche renali o lombalgie; sono dei pazienti con multiple comorbilità, in terapia con la cosiddetta cardioaspirina, o aspirinetta.

Quali FANS utilizzare? I farmaci antinfiammatori non steroidei sono i farmaci più efficaci e più comunemente utilizzati in questa tipologia di pazienti.

Ci sono alcuni farmaci che impediscono praticamente all’aspirinetta di assolvere la sua funzione, cioè di effettuare la cardioprotezione, perché si legano allo stesso sito di legame presente sulla piastrina. Il diclofenac, invece, è uno dei fans che non si legano a questo sito di legame, e quindi può essere co-somministrato insieme alla cardioaspirina, senza inficiarne il meccanismo d’azione, quindi la protezione cardiovascolare ad essa legata.

A tale proposito è stata recentemente approvata una nuova formulazione di diclofenac in soluzione iniettabile, disponibile in tre dosaggi da 25, 50 e 75 mg, ad uso intramuscolare o sottocutaneo, per una durata di somministrazione di soli due giorni associata a beta-ciclodestrine, sostanze che ne potenziano la solubilità, ne aumentano la biodisponibilità e consentono pertanto la riduzione delle dosi mantenendo l’efficacia terapeutica della molecola.

In particolare l’associazione con beta-ciclodestrine aggiunge ai vantaggi del diclofenac la rapidità dell’azione antidolorifica e antiflogistica – praticamente entro 5-10 minuti -, la possibilità per la prima volta di personalizzare la terapia di un FANS iniettivo grazie ai nuovi dosaggi, da 25 e 50 mg, utilizzandolo magari in un paziente sarcopenico, come può essere un anziano fragile, tenendo anche conto del fatto che il dosaggio da 50 mg è risultato sovrapponibile in termini di efficacia analgesica a quello da 75 mg, e in più consente anche la possibilità dell’autosomministrazione domiciliare, garantendo al paziente di poter effettuare la terapia a casa.

Alla luce di tutte queste considerazioni e della non interferenza del diclofenac con l’effetto cardioprotettivo dell’aspirina, possiamo dire che l’utilizzo di diclofenac in setting di emergenza-urgenza, a bassi dosaggi, per brevi durate, in popolazioni ad alto rischio in terapia con cardio aspirina, è sicuro.