Per il trattamento medico della colica renale da urolitiasi (calcolosi urinaria), soprattutto in ambito domiciliare, oppure in pronto soccorso, si utilizzano principalmente i FANS, e tra questi la molecola più utilizzata è il diclofenac, oggi iniettabile anche sottocute e disponibile in dosaggi ridotti.
Ne parla il Dott. Alberto Saita, Urologo presso l’Unità Operativa di Urologia dell’Istituto Clinico Humanitas.

Il trattamento medico della colica renale fa riferimento oggi a una serie di classi di farmaci, dei quali i più conosciuti sono gli spasmolitici, sull’utilizzo dei quali però non c’è atteggiamento concorde; secondo alcuni potrebbero addirittura aggravare un quadro di stipsi del paziente senza risolvere la sintomatologia algica. I farmaci abitualmente più utilizzati sono i FANS, cioè i farmaci antinfiammatori non steroidei, oppure ancora i farmaci ad azione centrale, rappresentati dai morfino-derivati. Abitualmente questa seconda classe è appannaggio di un utilizzo ospedaliero, mentre in ambito domiciliare, oppure in una prima fase di accesso al pronto soccorso, si utilizzano per l’appunto i FANS.
Tra questi la molecola più diffusa e più utilizzata è il diclofenac. Il diclofenac è tra i principali appartenenti alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei; è un farmaco conosciuto da molto tempo, sul quale però negli ultimi mesi ci sono stati degli approfondimenti, principalmente su quella che è la biodisponibilità del farmaco. Questa infatti, grazie ad alcune somministrazioni che possono essere fatte addirittura sottocute e con il vantaggio di utilizzare dei dosaggi più bassi rispetto a quella che è la dose standard per il diclofenac, che abitualmente è di 75 mg, con l’ausilio di alcune molecole che chiamiamo trasportatrici, a livello dell’organismo determina una rapida biodisponibilità del farmaco, per cui abbiamo un doppio vantaggio: quello di poter avere una riduzione del dosaggio, e nello stesso tempo un picco ematico di raggiungimento del farmaco quasi immediato. Quindi si determinano grandi vantaggi rispetto ai prodotti precedentemente in commercio con l’utilizzo sempre del diclofenac.
Sempre per quanto riguarda i FANS, bisogna fare grande attenzione nei pazienti che soffrono di patologie croniche del rene, quindi pazienti con insufficienza renale cronica, o pazienti con gastrite erosiva. Questi soggetti dovrebbero invece essere “shiftati” verso una terapia con farmaci perlopiù morfino-derivati, e tra questi ricordiamo il tramadolo per esempio. Sono farmaci ad azione centrale che possono avere degli effetti collaterali rappresentati da nausea o da alterazioni sensitive, che però non hanno come effetti collaterali quelli che abbiamo già descritto per i farmaci antinfiammatori non steroidei.
Altra molecola largamente utilizzata, anche se con meno efficacia rispetto ai progetti farmaci, è il paracetamolo. Può essere utilizzato in autosomministrazione per gli scarsi effetti collaterali, ma poi ci sarà sempre la necessità di un consulto medico, e si passerà abitualmente all’utilizzo dei FANS o dei morfino-derivati.

Per approfondimenti in tema di prevenzione e stili di vita si veda anche il giornale on line Humanitas Salute.
Leggi il CV del Dott. Alberto Saita

Ultimo aggiornamento: 23/09/2016