Ci sono tantissimi lavori in letteratura che dicono quali sono i farmaci che si possono utilizzare in gravidanza e quelli che non si possono utilizzare. L’ultimo lavoro è del marzo 2016, proprio per testimoniare l’interesse su questo argomento. In linea generale il paracetamolo è il farmaco che più frequentemente si utilizza perché privo di effetti collaterali; ci sono altri studi sull’aspirina basso dosaggio, che però non ha un effetto analgesico. In realtà dobbiamo dire che pochissimi studi, se non nessuno, sono disegnati apposta per sapere se un farmaco dà effetti collaterali in gravidanza, se incide con lo stato gravidico e con la prosecuzione della gravidanza stessa.


Quindi i dati che abbiamo sono molto imprecisi, però ci sono due rischi nella somministrazione dei farmaci: il primo e teratogeno, cioè il rischio di provocare malformazioni al feto, e un altro rischio riguarda la prosecuzione della gravidanza, cioè rischiare di somministrare dei farmaci che possono indurre l’aborto.


Ecco perché è estremamente importante sapere cosa si può dare e cosa non si può dare nel dubbio è comunque meglio non dare niente. Ci sono tantissimi ospedali, come nel nostro caso ad esempio, che hanno un numero rosso visibile sul sito, al quale risponde un ginecologo esperto di farmaci e gravidanza, che ci dirà se un farmaco, un analgesico piuttosto che un altro, può essere somministrato o meno.


Ultimo aggiornamento 31/05/2016