Il Dott. Alberto Saita, Urologo presso l’Unità Operativa di Urologia dell’Istituto Clinico Humanitas, spiega che la calcolosi delle vie urinarie, o malattia litiasica, è una patologia multifattoriale. Spesso quindi non offre la possibilità di una diagnosi ben precisa.

La malattia litiasica è una patologia multifattoriale, quindi non c’è la possibilità di fare una diagnosi ben precisa per evitare la recidiva. Può essere data infatti da alterazioni metaboliche, ma possono esistere anche delle alterazioni anatomiche, cioè della struttura e della forma dell’apparato urinario, che fin dalla nascita può avere delle anomalie; se queste determinano una stasi urinaria, quindi il ristagno di urine a qualsiasi livello dell’albero urinario, possono causare un ristagno di sali minerali e quindi la formazione di calcoli. Per quanto riguarda invece le forme metaboliche a cui abbiamo accennato prima, sono date da alterazioni del metabolismo del nostro organismo, che si possono manifestare a vari livelli. Quella più tipica ad esempio è l’iperparatiroidismo, cioè l’adenoma delle paratiroidi, e quindi un aumento della produzione calcio a livello del sangue e a livello delle urine.
Questa iper-produzione di calcio chiaramente determina la precipitazione del calcio stesso, che unendosi a un altro ione come l’ossalato formerà un sale come l’ossalato calcico, che si depositerà a livello delle urine formando la maggior parte delle calcolosi.
Un’altra manifestazione di calcolosi relativamente frequente nelle nostre zone è quella di acido urico; questo è di fatto un altro sintomo di quella che è la più comune sindrome metabolica, molto diffusa nei paesi occidentali, caratterizzata da tendenza all’ipertensione, aumento di peso e tendenziale obesità, e da una intolleranza al glucosio con tendenza al diabete di secondo tipo.
Questa situazione porta a un aumento dell’acido urico nel sangue e nelle urine; l’acido urico precipitando porterà alla formazione dei calcoli denominati appunto di acido urico. Questi calcoli hanno la caratteristica di essere gli unici che possono essere dissolti nelle urine grazie a una terapia medica, per cui una volta diagnosticati non avranno bisogno di trattamento chirurgico, ma saranno risolti con esclusiva terapia medica. Quindi con l’ausilio di farmaci alcalinizzanti, il bicarbonato stesso fa parte di questa categoria, e con l’aiuto di farmaci che riducono la percentuale di acido urico a livello del sangue: il più conosciuto è l’allopurinolo.
 

Per approfondimenti in tema di prevenzione e stili di vita si veda anche il giornale on line Humanitas Salute.
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Ultimo aggiornamento: 19/10/2016