Il Dott. Pierangelo Lora Aprile, Segretario Scientifico e Responsabile Nazionale dell’Area Dolore della Società Italiana di Medicina Generale, ci spiega i vantaggi del nuovo diclofenac sottocute. Autosomministrazione del farmaco, grazie alla siringa pre-riempita, e bassi dosaggi oggi disponibili, rispondono alle esigenze di praticità, sicurezza ed efficacia della terapia.
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Il diclofenac sottocute è una novità interessante: sebbene dal punto di vista della molecola si tratti di un farmaco noto e di ampio utilizzo in medicina generale, la formulazione sottocutanea con siringa pre-riempita permette quella che potremmo chiamare, con un neologismo, auto-medicazione controllata. Siamo ben lontani dall’auto prescrizione da parte del paziente, a cui guardiamo sempre con molto sospetto e diffidenza, ma ci riferiamo alla disponibilità di un farmaco che ogni malato può autosomministrarsi in maniera molto semplice, sempre in situazioni selezionate: pensiamo ad esempio a un paziente soggetto a coliche renali oppure a riacutizzazioni di dolore lombare. È qualcosa di molto interessante, tenendo anche conto della facilità di somministrazione: nell’immaginario collettivo le iniezioni sono da tutti considerate più efficaci delle terapie orali, ma molto spesso ci sentiamo chiedere “Dottore, ma a chi mi rivolgo per fare le punture?”; allora la possibilità, ad esempio con un inizio terapia di attacco, di prescrivere un farmaco in formulazione sottocutanea, che un malato o i suoi familiari possono tranquillamente somministrare, è di grande interesse per la medicina generale.
Tra l’altro adesso sono disponibili tre dosaggi differenti, rispetto al tradizionale 75 mg, e anche questo per il raggiungimento ottimale della dose efficace più bassa possibile è un elemento importante.
Al di là di quelle che sono le limitazioni di prescrizione, e quindi l’utilizzo del farmaco per il più breve tempo possibile e al dosaggio minimo, in quella che viene chiamata oggi la terapia combinata del dolore, cioè ad esempio la possibilità di usare un farmaco antinfiammatorio, un farmaco analgesico e un farmaco di sinapsi nel dolore cronico, permette di utilizzare dosaggi molto più bassi di quelli tradizionali in monoterapia, e questo a tutto vantaggio degli effetti collaterali, perché a più basso dosaggio corrispondono minori effetti collaterali e con minore incidenza, con relativo ampliamento delle categorie di pazienti che ne possono usufruire.