Il dolore articolare è tipicamente un dolore cronico, anche se può essere considerato acuto quando è conseguenza di un traumatismo. E’ molto frequente dopo la sesta decade di vita, coinvolgendo fino al 70% delle persone. Con l’avanzare dell’età, aumentano le patologie osteo-articolari degenerative come artrosi e discopatie, quelle metaboliche come la gotta e quelle reumatiche, ma può anche manifestarsi in giovane età, favorita dagli stili di vita scorretti (obesità, sedentarietà, attività lavorative ripetitive e pesanti).

L’osteoartrosi, più comunemente detta artrosi, è una patologia degenerativa cronica che coinvolge l’intera struttura articolare ed è caratterizzata da un progressivo deterioramento della cartilagine, del tessuto sinoviale (la membrana che avvolge l’articolazione e nutre la cartilagine), dell’osso subcondrale (cioè quello a contatto con la cartilagine) e della capsula articolare.

L’artrosi è una malattia invalidante dai costi sociali elevatissimi. Si stima che in Italia, oltre 5 milioni di persone ne siano affetti, anche se una stima precisa risulta molto difficile e causa della sua evoluzione lenta e progressiva che non permette, nelle fasi iniziali, di definire chiaramente se un paziente ne è affetto o no. Colpisce sia i maschi che le femmine tipicamente dalla quinta decade di vita, ma coinvolge, in percentuali inferiori, anche i soggetti più giovani.

Come si manifesta?
Il dolore è il sintomo più comune anche se non è sempre presente; possono alternarsi periodi di relativo benessere a fasi di riacutizzazione ma con il passare del tempo il dolore tende a divenire costante.
Un altro sintomo è la rigidità articolare che si manifesta tipicamente al mattino o dopo un lungo periodo di riposo.

Quali sono le cause più frequenti che portano all’artrosi?
L’artrosi può essere divisa in due forme: primaria o idiopatica (non è associata ad altre malattie dell’organismo) in cui è stata dimostrata una predisposizione familiare e secondaria cioè dovuta ad altre cause: come una pregressa frattura, attività sportive e/o lavorative ripetitive e pesanti, deformazioni ossee e malattie come gotta, diabete e artrite reumatoide.
L’artrosi può interessare qualsiasi articolazione, ma quelle più frequentemente colpite sono: colonna vertebrale, ginocchio, anca, mano, e spalla.

Trattamento
In quanto malattia degenerativa, non esistono terapie in grado di far regredire l’artrosi.
L’obiettivo del trattamento quindi è la cura della sintomatologia e il rallentamento dei fenomeni degenerativi. I trattamenti a nostra disposizione sono: medici, fisioterapici e chirurgici.

Terapia medica: è rivolta alla cura dei sintomi come il dolore e la rigidità articolare.
Possono essere utilizzati farmaci antinfammatori non steroidei (FANS), farmaci analgesici oppioidi o eseguire delle infiltrazioni intrarticolari con cortisone e/o anestetici.

Esistono anche dispositivi medici che permettono di ripristinare le proprietà fisiologiche delle articolazioni come gli acidi ialuronici che hanno un’azione lubrificante sull’articolazione e permettono di ammortizzare gli stress fisici proteggendo la cartilagine.

Le cure fisiche come la massoterapia, il calore secco e la laserterapia hanno la funzione di diminuire le contratture e migliorare la vascolarizzazione delle articolazioni colpite.

Quando nessuna di queste cure è più efficace allora l‘unica soluzione possibile diventa il trattamento chirurgico come le protesi o le artrodesi.
La sostituzione protesica consiste nel rimuovere l’osso e la cartilagine dai capi articolari degenerati e di sostituirli con componenti di vario materiale, solitamente metallo; viene ampiamente impiegata in articolazioni come anca, ginocchio, spalla ma anche caviglia, gomito e metacarpo-falangea.

L’artrodesi invece consiste nella rimozione della cartilagine e nella fusione dei capi articolari. È un intervento che rimuove efficacemente il dolore anche se gravato dalla completa perdita di movimento.

Prevenzione dell’artrosi
Alcuni strategie che possono essere adottate per prevenire o rallentare la degenerazione articolare sono:

  • controllare il peso corporeo, perché l’artrosi colpisce soprattutto le persone obese a causa delle eccessive sollecitazioni esercitate sulle articolazioni.
  • svolgere un’ attività fisica leggera e regolare, preferibilmente ginnastica dolce ed esercizi di stretching. Ad ogni modo, bisogna prima chiedere il parere del medico specialista e affidarsi ad operatori competenti (fisioterapisti e/o personal trainer);
  • evitare i traumi ripetuti: alcuni tipi di professioni (quelle legate ad attività fisiche ripetitive) o di sport sottopongono le articolazioni a frequenti traumi, che predispongono alla malattia;
  • evitare le posture scorrette: porre attenzione a quando si sollevano pesi, al modo di sedersi o di alzarsi, oppure nel camminare (ad es. tacchi troppo alti per le donne per lunghi periodi di tempo), per non sottoporre le articolazioni a uno sforzo inutile e dannoso nel tempo.