Il dolore addominale è un dolore interno, profondo, che si manifesta di norma tra la base del torace e l’inguine. Si distingue in:

  • acuto – sorge all’improvviso e dura poco meno di 1 settimana
  • cronico – viene percepito per oltre 7 giorni di seguito.
Sono state classificate tra le 500 e le 800 tipologie differenti di dolore addominale. Questa situazione aumenta la difficoltà nel trattare tale condizione patologica, dato l’alto numero di possibili diagnosi differenti che ne derivano.

Gli organi addominali, al contrario di altre parti anatomiche, sono scarsamente innervati, per cui chi dice di avvertire “come una sensazione di fitta”, non sa definire con sufficiente precisione dove collocare tale percezione dolorosa. Ad esempio, chi ha subito un infarto o chi ha la polmonite, a volte lamenta uno spasimo nella parte alta dell’addome, anziché dolori al torace.

Inoltre, il grado di innervazione degli organi addominali varia da persona a persona, ognuna delle quali può percepire una diversa gradazione del dolore per la stessa patologia.

Infine, l’età e il sesso sono importanti fattori di identificazione per impostare una diagnosi differenziale corretta.

Cause dei differenti tipi di dolore addominale
Escludendo quei casi più gravi in cui il dolore addominale è causato da alterazioni e lesioni importanti (come traumi, neuropatie, ernie, linfomi o tumori della parte alta dell’addome, ad esempio tumore del fegato, della cistifellea, del pancreas, dello stomaco), le cause più frequenti sono suddivisibili per disturbi di natura infiammatoria o funzionali della parte superiore dell’addome e degli organi interni ad esso collegati:

 
  • Disturbi infiammatori
    • Ulcera (duodenale o gastrica)
    • Esofagite (reflusso gastroesofageo)
    • Gastrite (irritazione delle pareti dello stomaco)
    • Pancreatite (infiammazione del pancreas)
    • Colecistite (infiammazione della cistifellea)
    • Calcoli della colecisti (calcoli che attraversano il dotto biliare)
    • Epatite (infezione o infiammazione del fegato)
    • Colite (infezione o infiammazione del colon)
  • Disturbi funzionali
    • Dispepsia (disagio e dolore dopo mangiato non imputabile all’ulcera)
    • Disfunzione dello sfintere di Oddi (problema a carico della valvola del dotto biliare)
    • Sindrome del colon irritabile (dolore connesso ai movimenti intestinali)
    • Celiachia
    • Intolleranza al lattosio
Inoltre, sono piuttosto diffuse e note le cause di manifestazioni dolorose di carattere infiammatorio, che riguardano la parte centrale o inferiore dell’addome:
    • Enterite (infezione dell’intestino tenue, morbo di Crohn)
    • Colite (infezione o infiammazione del colon)
    • Diverticolite (infiammazione dei diverticoli, cioè delle minuscole sacche che si formano nel colon)
    • Appendicite
    • Ostruzioni intestinali
    • Aderenze (cicatrici che si formano dopo un intervento chirurgico o un’infiammazione)
 

Sia negli uomini che nelle donne, le cause di dolore addominale possono essere collegate a disturbi dell’apparato urinario e/o riproduttivo, quindi manifestarsi nella parte bassa dell’addome.

In particolare, negli uomini sono più frequenti le affezioni dolorose addominali acute che derivano da calcolosi renale o da infezioni dell’apparato urinario (reni o vescica).

Nelle donne, quasi sempre sono collegate a disturbi ginecologici, quali l’endometriosi, la salpingite (infezione delle tube) e nei casi più gravi a fibromi uterini o tumori dell’utero o del collo dell’utero.

Infine, si possono anche verificare delle cause di dolore all’addome che non riguardano direttamente gli organi tradizionalmente collocati in questa cavità. L’indolenzimento si riflette, spesso, a causa di infezioni o irritazioni ai polmoni (polmonite, pleurite o embolia polmonare) oppure, nei casi più gravi, quando si verifica un attacco di cuore o infarto.
Come e perché si manifesta il dolore addominale
Le modalità con cui il dolore addominale si manifesta sono strettamente legate alle cause e alle tipologie di disturbi che lo generano.

In Italia, i dati confermano che il dolore addominale rappresenta una delle cause più frequenti di visita medica al Pronto Soccorso e di ricovero in ospedale, con il 20-40% dei casi di persone adulte e il 75% di anziani.

Come prevenire e affrontare il dolore addominale
Lo strumento più immediato e utile per permettere al medico una diagnosi adeguata del dolore addominale è la storia medica della persona. Le caratteristiche del dolore (acuto, sordo, crampiforme, lacerante o penetrante) e il momento in cui compare, in rapporto all’orario dei pasti o della defecazione, sono indizi fondamentali.

 

I segnali d’allarme, invece, che dovrebbero indurre a chiedere l’intervento del medico sono:
  • febbre
  • diarrea
  • costipazione continua
  • sangue nelle feci
  • nausea o vomito persistente
  • emottisi (vomito contenente sangue)
  • dolore molto intenso alla pancia
  • ittero (colorazione giallastra della pelle)
  • eccessivo gonfiore addominale.
A seconda dei risultati della visita, il dottore potrà individuare la causa del dolore, elaborare una diagnosi e prescrivere la terapia più adatta. In altri casi, saranno necessari gli esami diagnostici per confermare o escludere un determinarto problema. Quelli utilizzati più di frequente sono:
  • l’esame del sangue
  • l’esame delle urine e delle feci
  • le radiografie addominali
  • l’endoscopia.