Il dolore acuto in gravidanza può rappresentare un importante campanello d’allarme.
Pertanto, in caso di uno dei seguenti sintomi è importante rivolgersi subito al proprio medico:

  • dolore grave e acuto all’addome in sede mediana e superiore, con o senza nausea e vomito, potrebbe indicare indigestione, reflusso acido, un’intossicazione alimentare o addirittura pre-eclampsia (grave sindrome caratterizzata da aumento della pressione sanguigna, ritenzione di liquidi – nota anche come gestosi);
  • forte dolore in uno o entrambi i lati del basso ventre potrebbe indicare una gravidanza extrauterina, un aborto spontaneo, un parto prematuro, un distacco di placenta (condizione nella quale la placenta si separa dall’utero).
Inoltre, in caso di febbre, senza i sintomi dell’influenza o del raffreddore, è necessario contattare subito il proprio medico poiché potrebbe trattarsi di malattie dell’apparato genitale pericolose per il feto.

Se la temperatura è superiore a 38°C, potrebbe essere in corso un’infezione ed è fondamentale ricorrere al consulto con il proprio medico, che potrebbe prescrivere antibiotici e riposo. La febbre alta per un lungo periodo di tempo può essere dannosa per il bambino. Un lieve rialzo della temperatura corporea, minore di 37.5°C, è normale durante la gravidanza, dovuto dall’aumento degli ormoni.

Dolore in gravidanza e FANS

Un recente studio scientifico svolto su migliaia di pazienti ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo del paracetamolo (alle dosi terapeutiche) in tutte le fasi della gravidanza.

Studi condotti sull’acido acetilsalicilico hanno mostrato la sicurezza del suo utilizzo durante la gravidanza a bassi dosaggi. Il suo utilizzo è importante infatti durante la gravidanza per quelle donne che soffrono di sindrome da anticorpi antifosfolipidi (patologia che causa un aumento del rischio di aborto). Dosaggi più elevati possono invece produrre disfunzione renale, cardiaca, polmonare e anomalie della parete addominale del feto.

Studi condotti sui farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) non hanno dimostrato effetti teratogenici (disturbi di sviluppo) sul feto. Tuttavia l’utilizzo durante la fase finale della gravidanza (III trimestre) può indurre la chiusura prematura del dotto di Botallo (un dotto arterioso che prima della nascita favorisce la giusta direzione del sangue ma che dopo la nascita, quando il bambino è in grado di respirare con i suoi polmoni, si chiude automaticamente). Pertanto l’utilizzo dei FANS nel III trimestre di gravidanza è controindicato

Allattamento e FANS

Studi scientifici hanno dimostrato che durante l’allattamento, l’utilizzo dei FANS è associato al passaggio di una quota di farmaco nel latte materno e quindi espone il neonato all’assunzione. Tale passaggio è estremamente basso, in percentuale minore del 10% per paracetamolo e aspirina e addirittura minore del 1% per ibuprofene e diclofenac – i farmaci maggiormente utilizzati.

 

Bibliografia
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